domenica 9 ottobre 2011

VORREI CHIEDERVI UN FAVORE ....

Ciao a tutti,
so che sono una persona fortunata perchè ho un blog che è visitato e che in molti apprezzate ciò che scrivo ma,
questa volta non è una poesia, neppure una riflessione o una pillola ....
è una semplice richiesta;
Vi chiedo per favore di leggere le parole di un'amica affetta da una malattia neuromuscolare (come tanti altri giovani e meno giovani, purtroppo) che si è trovata a riflettere su un argomento importante:
L'ASSISTENZA AD UN PAZIENTE IN OSPEDALE
al che, noi di RuotaAbile ci siamo mossi per cercare di dare questo servizio a chi, non ha possibilità di avere questa assistenza di vitale importanza.
Ecco qui la mia richiesta, leggete il post di Daniela e se di favori volete farmene due, andate anche a visitare il sito di RuotaAbile,
e se, per ultimo un favore lo volete fare ad una persona affetta da una malattia neuromuscolare ..... bè allora .... non sarò solo io a dirvi grazie ma saremo in tanti.
DAL POST DI DANIELA SU FACEBOOK:

"sono stata al Nigrisoli x il pit stop di routine. mia madre mi ha aiutato giorno e notte e mi è sembrata una cosa normale e se vogliamo anche scontata... ma purtroppo nn è così... ci sono ragazzi che nn posso contare su un'assistenza e quindi costretti a rinunciare al ricovero (di vitale importanza xkè a rischio di crisi respiratorie). Questo ci ha fatto riflettere e a...bbiamo pensato che con RUOTAABILE possiamo aiutare ragazzi e genitori troppo anziani offrendo un servizio di assistenza. NON ASPETTIAMO NATALE X FARE BENEFICIENZA, ABBIAMO BISOGNO DI TUTTI VOI X POTER GARANTIRE ORE DI ASSISTENZA IN OSPEDALE. ANCHE CON UN SOLO EURO SI PUO' FARE MOLTO SE SI è IN TANTI! ANDATE SU WWW.RUOTAABILE.ORG E SCOPRITE COME DONARE OLTRE AL NUOVO SERVIZIO DI CONSULENZA TELEFONICA X TUTTI!!!"

Luca REMBADO responsabile per la Regione Liguria Ass.ne RUOTAABILE onlus

Ass.ne RUOTAABILE onlus

giovedì 6 ottobre 2011

E POI (storia di una semplice voglia di vita)

E poi vederti,
seduta su quella roccia,
le gambe stanche rannicchiate a cercar riposo,
le braccia stringono il petto,
senti il freddo della notte, della delusione;
Le lacrime fra le tue guance scorrono fino a toccare le labbra,
il tuo viso diafano non riesce a mascherare il dolore,
eppure sei li, sei fuggita da quell'orrore,
sei fuggita da quella vita fatta di schiaffi
e di false promesse,
sei evasa dal carcere delle tue abitudini,
da quella siringa;
Ed ora, ti senti persa in un mondo diverso, fatto di colori brillanti,
che ancora non riesci a capire.
Seduta su quella roccia, al freddo,
ti senti senza un domani, proprio come dall'altra parte,
solo che la, c'era la falsa promessa di una vita di gioia;
E' forte vero la tentazione di tornare indietro,
in fondo, quell'ago ti regalava il nulla,
quel morbido letto fatto di vuoto dove perdersi nel labirinto deller illusioni;
Quando ti vidi, provai paura,
poi, capii che la tua superava la mia di molto.
Mi tolsi la giacca e copri le tue spalle
ti aiutai ad alzarti e ci incamminammo verso il sole,
fuori da questo fitto e intricato bosco di rovi,
e quando ti feci sedere sull'erba il tuo viso
cambiò, la tua pelle riprese il colore,
i tuoi occhi tornarono ad osservare,
il tuo tremore si placò, e ti vidi sorridere;
Ci abbracciammo a lungo, e restammo ad osservare il sole fino al tramonto,
poi ricordo le tue parole:"questo è il mio ultimo tramonto, prima della mia nuova alba,
ogni tramonto da domani in poi sarà nuovo",
ci alzammo e quel buio, ci scoprì complici,
i nostri passi legati da un solo rumore nel terreno,
ti portai a casa e la mattina dopo ti vidi serena,
un sorriso, senza parlare,
andasti alla fermata dell'autobus,
iniziava la tua nuova vita, il tuo nuovo viaggio.
Ed io, con la mia tazza di caffè in mano,
ti guardai partire e sorrisi.
(Lu)

lunedì 3 ottobre 2011

Pillole n°27

E chi, nel numero 27 poteva non mancare? su quella Ferrari ci hai fatto sognare e .... su questa frase mi hai fatto pensare molto; Fa riflettere e se ci si pensa bene, in fondo la vita "è" una gara no?

Ho rivisto quell'incidente e penso di aver imparato qualcosa anche da quello.
C'è sempre qualcosa da imparare.
(G.Villeneuve)


RIFLESSIONI n°3 - l'eremo

Poter vedere il mondo,
guardare il cielo,
sentire lontano il rumore del fiume,
poter dedicare al silenzio attimi importanti,
guardarsi finalmente dentro,
capire e capirsi,
cercare nel sorriso il conforto
di una domanda senza risposta,
capire il giro che fa, ogni mattina, la sorte;
Chiedere risposte al sole,
chiedere asilo alla luna,
nutrirsi di sapere e di voglia di fare,
spurgare dalla menzogna e dall'invidia,
esiliare l'ira in luoghi perduti,
rendere l'Amore al mondo,
essere grati del nuovo mattino,
non smettere mai di cercare le verità,
non smettere mai di porsi domande,
vedersi correre nel volo di un'airone,
nel lento movimento del bruco.
Capire di poter lottare senza bisogno di armi,
e lasciarsi cadere nel mare delle lacrime, per un'attimo di sconforto;
Sentirsi diversi eppure parte di questa terra,
come foglie d'autunno cadute,
che paiono inutili ma regalano colori e vita
nella loro morte;
Vedere ogni giorno un sorriso, un cerbiatto,
una farfalla sul mio bastone;
Regalare attimi di serenità, di gioco a chi ne ha bisogno;
Cercarsi ogni volta nell'alba e ritrovarsi poi nel tramonto,
tutto questo vorrei poter avere,
e dall'uscio del mio eremo,
seduto fra l'erba del bosco,
poter meditare sul domani,
perchè sia ancor migliore di oggi,
perchè sia nuovo calore sulla vita e sull'uomo.
(Lu)

DUE LETTERE SENZA DESTINAZIONE

Io e te, anime vaganti
nell'immenso universo, due lettere senza destinazione
scritte e poi riposte in un cassetto,
insieme a speranze e rimpianti.
Due lettere ripiegate con cura e messe in una busta colorata,
parole scritte con il cuore, con il pensiero,
con la forza del perdono e della rabbia,
pezzi di vita misti a sentimenti, affidati da una penna alla carta;
Imbucate dopo mille rinunce alla volta di un destino fatto di vuoto,
come lo spazio su cui scrivere il destinatario.
Due destini così così diversi eppure così simili,
io e te, chissà se mai ci siamo scontrati, per caso o per volontà,
magari senza sentirci sentiamo i nostri cuori battere,
magari senza vederci, camminiamo la stessa via,
magari senza toccarci, siamo già l'uno parte dell'altra,
proprio come due lettere senza destinatario,
destinate chissà forse un giorno a leggere l'uno le nostre pagine all'altro,
o forse mai, cercandoci per l'eternità,
io e te destino chiuso in una busta colorata senza nome,
prigionieri di un domani sconosciuto,
guerrieri dell'oggi,
poeti di ieri.
(Lu)