giovedì 4 agosto 2011

IL DONO

Ti donerò fiori recisi, senza petali,
per ricordati in un Amore finito;
Ti donerò cristalli di ghiaccio, quelli che dal mio cuore ho tolto,
per ricordarti il mio dolore;
Ti donerò un bacio con le labbra insanguinate,
per farti sentire il mio calore, per farti capire che il mio non è rancore;
Ti donerò l’infinito di una stanza buia,
per ricordarti che,senza te il mio mondo è finito;
Ti donerò il mare di notte,
per ricordarti le lacrime che per te ho versato;
Ti donerò montagne di nuda roccia,
per ricordarti quanto è stato duro dover rinunciare al tuo sorriso;
Ti donerò una manciata di sale,
per ricordarti la mia sete di un tuo bacio;
Ti donerò i miei occhi,
per ricordarti che senza di te il mondo non ha colore, tutto è grigio,
per farti vedere ciò che ora, vedo io;
Ti donerò un’orologio senza lancette,
per ricordarti che, ora, il tempo non ha più tempo per me;
Ti donerò una scatola di legno vuota, chiusa da un lucchetto,
per farti capire ciò che in me c’è adesso;
Ti donerò infine, l’ultimo mio sorriso,
perché non vada perso, perché era tuo, e nessun’altro lo potrebbe avere;
Ed ora, eccomi qui, a mani vuote, pronto a tornare indietro,
pronto al nulla,
a percorrere una strada in salita, nel buio di un bosco in inverno,
a cercare un sole che possa scaldare un giorno,
ancora le mie ossa ed il mio cuore.
A piedi nudi sui sassi e fra i rovi,
il freddo sul viso e nel cuore,
pronto al mio destino.
(Lu)

martedì 2 agosto 2011

Pillole n°11

Ora, cosa prescriveresti per un uomo affetto da melanconia?
-Il cambiamento- replicò all'istante. Qualcosa che lo distolga da se stesso e dal suo morboso rimuginare e gli restituisca l'interesse nelle cose, gli fornisca una ragione di vita.
[Jack London]

PENSIERI

Come aria, invisibili ma presenti,
sempre con noi, sempre in noi,
ad ogni passo, ad ogni respiro, li viviamo, ne facciamo fonte di vita,
schiavi di un gioco della mente,
li subiamo, li usiamo per vivere,
li respiriamo e ci sbattono a terra se trasformati in tempesta.
Pensieri, vaghi giochi di prestigio di un mago in miseria,
calesse trainato da vecchi cavalli,
li vediamo per un'attimo, li tocchiamo a volte con il cuore,
regalano emozione, ci fanno cadere nel buio della depressione;
Pensieri, parte della nostra esistenza,
compagni fedeli di lunghe passeggiate nel prato della fantasia,
lugubri demoni se ci inoltriamo nella nera foresta dell'oblio,
ed ora che vi ho citato, neppure ora ne siete contenti,
e siete li, come acqua a rosicchiare la roccia fino a sbriciolarla,
a vivere di me, in me e, a volte, per me.
Vi alimento e se cerco riparo fate il gioco del nascondino,
pronti ad uscire fuori al primo sorriso, per farlo smettere
o, assurda situazione, per renderlo ancor più bello.
Pensieri, mai sarete liberi da me, incontrerete altri di voi ma,
alla sera, nel buio della notte,
tornerete in me, per riposare,
pronti ad un nuovo risveglio,
e sarà così. fino all'ultimo giorno,
solo allora ci saluteremo e chissà,
magari ci ritroveremo in altre forme,
a giocare ancora come bambini, a farci male come crudeli carcerieri.
Pensieri, ora, per un solo attimo, restate in me,
lasciate ch'io possa riposare un poco,
solo un'attimo, e torneremo a camminare fianco a fianco.

(Lu)

UOMINI

Deserti di destini bruciati al sole,
fiamme riducono in cenere civiltà millenarie,
memorie tramandate ormai ridotte a inutili cumuli di ricordi,
il pesante passo sulla sabbia lascia impronte
di sangue intrise.
Guerre, uomini contro uomini,
inutile atto di crudeltà,
morte e agonia, tortura e delirio,
come affamate bestie ci divoriamo per un pezzo di metallo;
perdiamo il senno di fronte al potere,
ci uniamo in gruppi come lupi affamati
che uccidono per cibo
non per sete di denaro,
padroni del nostro destino,
schiavi dell'avidità,
viviamo in un nulla di cose materiali,
incapaci dell'Amore, incuranti di procurare dolore,
camminiamo seguendo altre orme di sangue intrise,
seguendo un destino tramandato,
che neppure capiamo,
neppure ci chiediamo perchè,
inutile corsa al tutto,
non c'è premio, non c'è vincitore,
solo inermi e piccoli uomini vinti e umiliati,
solo morte, delirio e distruzione,
solo il nulla.
(Lu)


lunedì 1 agosto 2011

ONDA LUNGA

Onda lunga,
anche oggi il mare con il suo sciabordio ci racconta favole,
ci rende spettatori e protagonisti di un nuovo raggio di sole,
ci fa bagnare fra le sue braccia, ci fa giocare,
illuminato dal sole scalda la sua acqua per non farci sentire troppo freddo,
sul bagnasciuga camminiamo, lasciando impronte di un’attimo,
disegna la barca lunga scia bianca,
le colorate boe risaltano sullo specchio d’acqua,
poco lontano bambini che giocano in acqua,
sollevano grandi spruzzi, colorano l’aria;
la schiuma di un nuotatore, il rumore delle sue braccia che entrano in acqua,
tutto è emozione, tutto è bello;
Mi soffermo ad osservare l’orizzonte,
fusione fra terra e cielo, fusione di azzurri, incrocio di vita e destino.
Sabbia, calda e umida sotto ai miei piedi,
passeggio sulla riva, l’acqua lambisce le mie caviglie
l’onda lunga, mi riporta a giorni passati, ricordi lontani,
sorrido al sole e mi ritrovo sul molo,
passi decisi dalla sabbia alla pietra,
ricordi, sottili e caldi, lasciano il posto a più solida realtà,
quella di tutti i giorni, quella che ci fa costruire il domani,
con nuovi orizzonti e nuovi sogni.
(Lu)